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Racconti di viaggio » Italia

La Sicilia a modo mio #5. Noto

di Francesca

Noto è una città medievale, siamo qua perché tu e Gabriele dite che si mangia mega pesce a si spende solo cinque euro, però io nel portafoglio ne ho quindici che non si sa mai.


La Sicilia a modo mio #5. NotoHa appena smesso di piovere e stiamo passando sotto un arco vecchio che Luciuzza dice è medievale, poi inziamo a salire, uff.. meno male che non fa cauro. Per terra ci sono i sassi larghi bianchi e a destra c’è un giardinetto con gli alberi da cui cadono quei tondi che se li schiacci puzzano, però la puzza non la sento.

Ora siamo vicini ad una chiesa che è il duomo e davanti c’è un artista di strada che fa il mimo impacciato. Voi volete entrare nella chiesa ma io no, mi suona il telefono è Pedro ed io sto fuori così parlo con Pedro che è ciccino e intanto guardo il mimo simpatico.

Quando uscite Luciuzza è estasiata, Andrea annoiato e tu mi sussurri in un orecchio "chi spacchiu è al telefono?" ma io sto parlando con Pedro e non ti rispondo. Ho fame, uffa ho sempre fame, un po' son grassa un po' la Sicilia mi fa venire fame. Tu fai l'offeso così saluto Pedro e chiudo il telefono che è anche un po' scarico.

Ora siamo in una discesa su una strada larga senza macchine ma con tanti negozietti, la strada larga ora si stringe e si divide in stradine, tu ne prendi una a caso che per caso finisce in un ristorantino steso su una salita che se ti siedi nel primo tavolo ti sembra di cadere indietro ma "minchia si mangia bbene" dici tu a Gabriele.

Così ci sediamo ma non nel primo tavolo, un uomo vecchio ci chiede che pesce vogliamo vedere perché Gabriele dice che qua prima di cucinartelo il pesce te lo devi vedere crudo così lo decidi tu quello che vuoi.

Il pesce crudo mi fa schifo e mi spuzza le mani e l’aria, ma cotto però è davvero buono così chiudo gli occhi e indico un pesce che quando li avevo aperti sembrava un gambero. Tu ordini due litri di nero d’Avola vino tipico e soprattutto mega succo.

Il pesce dopo che è cotto è ottimo e il vino è ormai finito e siamo tutti dilaniati dall'alcol e Martino dice che gli sembra di essere al Friuli doc di Udine, ma lì il nero d'Avola non lo trovi, almeno credo, perché quando c'ero anche io al Friuli Doc ero talmente bagattata che non so proprio che vini succhi stavo bevendo.

Comunque questo nero d'Avola qua mi piace troppo. Ora cerchiamo di uscire dal ristorante ma tutti ridono e tu mi prendi la mano perché dici che il pavimento si muove, ma io lo so che me la prendi solo perché mi ha telefonato Pedro. Camminiamo in gruppo e cantiamo come quella volta a Dublino che c'era anche Rocco che imitava Tiziano Ferro, stavolta Rocco non c'è ma c'è Andrea che urla.

Poi inizia a piovere e dobbiamo tornare a Sarausa perché: "qua nun c'è na minchia" dici, e allora salgo nella tua macchina perché forse ti fa piacere che io sto con te e ci infiliamo nella strada dell'andata all'indietro, e non so se te mi vuoi dire qualcosa di serietè perché mi suona subito il telefono ed è Pedro e allora tu ti arrabbi e "quando sei cummmia il telefono non lo devi usare.." stai urlando, e io un po' ho paura e un po' ho la sbornia, e ora prendi il mio cellulare nokia blu dalle mie mani e cerchi di spegnerlo tirandolo contro lo sportello grigione dentro, e io chiudo gli occhi e tu urli e poi all'improvviso dici "minchia non è colpa mmia" e lasci la macchina schiantarsi in sull'isoletta piccina verde in mezzo al mare di cemento della superstrada…

C'è un po' di fumo nel cofano ma io non ho male da nessuna parte, non come quella volta che ho fatto l'incidente in taxi e poi avevo mega male nel collo, tu mi dici che non devo scendere dalla twingo verde ma io scendo lo stesso e non ci sono più gli specchietti ma: "bedda, non ci sono mai stati iddi" mi dici, io non avevo mai notato che non c'erano gli specchietti ma anche se l'avessi notato credo che sarei salita lo stesso con te che quando mi chiedi qualcosa non so mai dirti di no e lo sai purtroppouffa.

Martino dall'altra macchina non ha visto l'incidente ma Luciuzza si, e mi guarda da lontano con lo sguardo dagli occhi spaccati e a me un po' mi batte il cuore ma sorrido piano e finto e funziona. Ripartiamo per Sarausa e a me non va di dire niente, il mio nokia blu l’hai distrutto ed ora non si accende più, e un po' sono arrabbiata anche se non mi arrabbio mai. Se a Noto ci torno, ci torno in macchina con Gabriele.

 

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» Sicilia, la guida viaggi di Viaggiatore.net

 

Commenti



02-03-2007
Quando l'aroma di un vino incontra il profumo del mare ne nasce sempre qualcosa di speciale...Bel racconto!!!

Gianni




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