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Racconti di viaggio » Irlanda

sempre più su... fino al Donegal!

di Francesca Barzanti

Se si pensa all'Irlanda si pensa a Dublino, alle Cliff of Moher, alla birra... ma avete mai provato a pensare al Donegal?! "...dal Donegal alle isole Aran..." canticchia la Mannoia sotto la doccia


sempre più su... fino al Donegal!Ok le isole Aran ce le ho, ma mi manca questo DonegalIrlanda, che penso sempre: ma io che amo l’ perché non sono mai stata nel Donegal?

E dov’è?

E allora chiamo google e dice che il Donegal è a nord ma non nel nord dell’Irlanda del Nord ma nel nord IIrlanda IIrlanda. E allora la mia migliore amica Ryanair mi fa le tariffe sucche fino a Shannon e da lì al nord nord ci vuole la macchina. Che io ho già guidato a sinistra sìsì, e poi la notte sognavo che guidavo a destra e mi facevo paura da sola.

Partiamo in quattro io, due fidanzati, e quello strano amico dei fidanzati che non sa nemmeno dov’è San Marino, io non sapevo dov’era il Donegal ma ora lo so e fra poco ci sarò, anzi ci saremo.

Orio al Serio è medio ma Shannon ancora ha la forma della stazione degli autobus di Bologna, quello strano è stato zitto tutto il viaggio, ve bèh che è strano ma nemmeno vicino a me si è seduto. Così la coppia amoreggiava dolce sgubitoso, quello strano misurava le nuvole dei suoi viaggi mentali, ed io contavo le macchie gialle sulla giacca verde dell’hostess.

Abbiamo prenotato una Fiesta ma l’uomo grasso della Hertz ci vuol dare una Ford Focus grande che quello strano dice che mica la guida e se la guida la guida strano. Che palle. La guido io allora, ma quello strano sta davanti e la coppia dietro che i ciucci salivanti non li voglio vedere.

Partiamo che è la mattina e il cielo d’Irlanda si lascia andare sempre più, sembra che segue la mia guida e la faccia di quello strano, e così si apre e si chiude, dopo Galway c’è il sole, ma a Sligo già si è stufato, e arriviamo alla città di Donegal che è sera e le nuvole viola coprono il buio e ancora non è Donegal vero ma solo Donegal città.

Il Bed and Brekfast l’ho prenotato in un sito che non so bene ma dalle foto sembrava oceano cielo prato, il paesino dov’è è Kyllibegs e come ci sia arriva lo sa quello strano che mentre guidavo leggeva e misurava e contava il blu e il rosso della cartina. In Irlanda guidare col buio vuol dire guidare con le nuvole sfumate, guidare nelle superstrade vuol dire guidare nelle strade mediostrette fra i muretti sgarruppati e le pecore in pausa, e superare il limite là vuol dire superare gli 80 ma qua, in quelle strade lì, sarebbe superare i 40, e quello strano qua in Irlanda guarda fuori e finge che non esisto, e a casa sua chissà forse nemmeno ci salirebbe in macchina con me.

Ci addentriamo nelle campagne più campagne, e dopo due strade mediostrette ed una stretta immersa nel cielo viola nebbia, ci troviamo su un porticciolo con un ‘unica grande barca più grande del porticciolo e del paese dietro al porticciolo. Questa è Killybegs, dice quello strano che il tono di voce che aveva mica lo sapevo e da quando siam partiti è la prima volta che mi guarda.

Il Bed and Brekfast è dietro al porticciolo su una collina che sì se apri l’imposta del bagno vedi l’oceano, e sì intorno è solo prato e il cielo si appoggia e copre le teste pelate delle colline basse.

Perfetto.

Ecco l’Irlanda che di nuovo non lascia spazio all’immaginazione ma ti sorprende, corre più veloce delle tue aspettative, e ti attende al traguardo pronta a ripartire dentro ed oltre la tua fantasia.

Le camere sono due da due, dice la bionda col tupè del Bed and Brekfast e ci lascia le chiavi. Quello strano guarda il pavimento ma le mattonelle non ci sono e allora io penso che conta i minuti che mancano alla mattina dopo, i minuti che deve stare con me perché la coppia è già nella prima stanza chiusa a chiave.

La mia camera è troppo Irlanda, le tendine con i fiori, i letti corti soffici, i cuscini con i pizzi, il bagno rosa e azzurro… e quello strano che ci si chiude dentro ed esce che io sto già dormendo.

La donna tupè la mattina ci rimpinza di colazione irlandese, salsicce, sanguinaccio, patate, fagioli, uova, formaggio. Sorride sempre, tutti ricambiamo, tranne quello strano che beve solo il te e ha la bocca sempre dritta.

La donna tupè dice che dobbiamo andare a Slieve League che è un monte ma che sono anche scogliere molto mega alte. Ma lo sapevate che sono queste qua le scogliere più alte d’Irlanda e non le mitiche Cliff of Moher? Io no ma ora sì e le devo asssssolutamente vedere!

Ci lanciamo verso la costa che è anche campagna, in direzione Kilcar, dice quello strano con il naso appiccicato alla cartina. Di là c’è l’erba che cambia colore fino all’orizzonte, di qua c’è l’oceano che si infila nelle rocce e bagna la nebbia. Dopo Kilcar arriviamo ad un punto che se proseguiamo si inizia a salire sulla roccia fino alla cima, la coppia vuol salire ma un omino con i baffi che sa di sigaro ci dice che è pericoloso, il burrone è stretto, non ci sono protezioni, è dura anche per gli esperti, io non guido…

Quello strano sembra che si agita, gira la cartina e mi dice di scendere verso il porto. Al porto c’è un marinaio rosso con i capelli accavallati, i baffi salati, e le unghie blu che ci dice che per 20 euro le scogliere ce le fa vedere dall’oceano. Stellare. Sì le voglio vedere dall’oceano e anche quello strano dice di sì… la coppietta soffre il mal di mare e ci aspetta al pub.

Sulla barca siamo io quello strano e il marinaio e davvero non so se sia più strano l’abbigliamento del marinaio o il comportamento di quello strano.

La barchetta è fatta di nebbia, l’oceano balla e il cielo piove ma è così bello tutto questo assieme che io voglio stare fuori all’aperto con il mio giubbotto blu. Il marinaio apre due lattine di birra e ride, dice che siamo insoliti per essere italiani, che gli italiani quelle scogliere lì, in quel modo lì, in una giornata così, mica le avrebbero volute vedere. La nebbia si soffia un po’ via e arriva il cielo, l’oceano cambia colore e la barchetta passa vicino alle spiaggette rocciose, ho capelli inzuppati e le mani di ghiaccio ma non voglio togliere gli occhi da quel panorama mai più per tutta la vita. Sento una mano sulla spalla che arriva al collo, giro la faccia rossa freddo ed è quello strano, che strano per quello strano, mi dice “guarda su” ed io mi faccio il tettuccio di mani sulla fronte e punto in alto, c’è un muro verde e roccia che non finisce mai mai mai, su su su, e finalmente eccole, esplose nel cielo e nella nebbia, le punte delle scogliere.

Attracchiamo che è tutto freddo ma quello che ho visto oggi mica lo rivedrò mai più. Io e quello strano ci infiliamo nel pub della coppietta, sono le 1730 e in Irlanda è quasi ora di cena, così si ordina fish and chips, buonobuono nel Donegal, e una pinta a testa di Kilkenny rossa guance d’inverno. Una ragazza tonda canta con due musicisti matti e quello strano sorride, che strano per quello strano, io parlo con un marinaio che mi dice che nel Donegal c’è poco turismo straniero e non ci crede che sono italiana. Ma a me per ora il Donegal piace e l’Irlanda ancora più di prima, se esiste qualcosa più di prima. Al ritorno al Bed and Brekfast di pinte ne ho bevute tre e quello strano quattro. La coppietta dorme dietro, io guardo le righe della strada pensando a sinistra e quello strano mi dice grazie di averlo portato lì perché lì a proprio bello, che strano per quello strano.

E’ mattina, quando dormo in Irlanda dormo sempre fino in fondo, non conta troppo il quanto ma il come. Salutiamo la donna tupè, oggi si sale su verso la punta dentro il cuore del Donegal. La nebbia si è diradata, il cielo spacca le montagne, tutto intorno ci sono erba e oceano lontano, qualche pecora e il vento che parla. Sulla nostra Ford Focus ci sembra di viaggiare in mezzo al nulla, un nulla bellissimo che non deve finire mai. Le insegne parlano in Gaelico e non sappiamo bene dove siamo, quello strano mette Enya nel lettore cd e allora sembra che la Ford va dove vuole e segue il paesaggio fino all’oceano.

Siamo sulla costa al centro del Donegal, la bassamarea allontana l’acqua e scopre le isolette, il cielo copre la linea dell’orizzonte e sono dentro ad un quadro e vorrei starci per sempre. La coppia scatta un rullino di foto, quello strano mi prende la mano, che strano per quello strano, io continuo a badare l’acqua, voglio pigliarla in fallo quando ricomincerà a fare capolino fra le rocce delle isolette.

Ripartiamo che è quasi sera e decidiamo di andare dritto fino a quando non ci stufiamo, chissà dove arriviamo? Rientriamo dentro e passiamo Letterkenny, le nuvole scendono giù e gli spruzzi di sole già non si vedono più. Ma noi vogliamo dormire sul mare, la coppia dice che dovevamo prenotare, quello strano non dice niente, sorride e chiude la cartina, dove arriviamo arrviamo. Ci fermiamo che siamo in un paesino da qualche parte vicino a Buncara, è tardi e c’è solo un Bed and Brekfast davanti all’oceano, suoniamo, c’è posto, entriamo. Dentro è di lusso ma dice l’uomo con le ciglia bianche che ci accoglie che costa poco, che non passano mai stranieri dal di là, che è incredulo, che ha due camere da due.

Uffa l’ultima notte nel Donegal. Stasera dobbiamo fare bolgia. Quello strano, che sta diventando quasi quello che mi piace perché sa essere strano, dice che c’è un pub che l’ha visto dalla strada. Così lo cerchiamo ed entriamo, è tardi, mangiamo due sandwich tuna e switcorn e ordiniamo un Guinnes, la coppia, e una Beamish io e quello strano. Ordiniamo e ordiniamo e ormai le pinte sono 4 a testa, dietro di noi ci sono dei musicisti, sono buffi, uno mi si avvicina, ha la faccia che sa di Jameson, ma è simpatico. Mi dice di fare delle richieste, che siamo gli unici rimasti nel pub, che siamo gli unici stranieri capitati lì nell’ultimo anno. Non so che canzoni facciano e lascio fare a loro. Poi si siedono con noi, l’uomo che sa di Jameson dice che sono di Derry, e non di LondonDerry come dicono quelli dell’Irlanda del Nord, e che ogni sera vengono lì per suonare e bere bene anche se la gente è sempre poca.

Usciamo dal pub che siamo alticci, è mega tardi e il giorno dopo solo guidareguidare fino a Dublino che la sera c’è l’aereo per l’Italia sempre uguale . Quello strano vede che son triste, dice che guida lui, dice di non preoccuparmi, dice che ci torneremo lì nel Donegal dove la nebbiolina si confonde con l’oceano blu cielo.

Io spero davvero di si.

La sera dopo sull’aereo, vicinavicina a quello strano, penso che fra il Donegal alle isole Aran forse preferisco il Donegal!

 

Link


» Irlanda: guida di viaggio, hotel, voli
» Dublino: guida di viaggio, hotel, voli

 

Commenti



07-09-2009
sei davvero brava, sono appena tornata dal nord dell'Irlanda e a leggere il tuo racconto mi sono commossa e ho sorriso!
grazie.

floriana



23-02-2009
ma come si chiamava il b&b vicino a Buncrana?

Silvia



10-02-2009
...stavo documentandomi per un viaggio (forse) in irlanda, adesso tolgo il "forse" grazie.

catia



10-11-2008
vorrei essere stato io quello strano. se ti serve uno strano per tornar su, fammi un fischio, che ti faccio un fischio. umberto

umberto

23-10-2008
Ciao Francesca,
ho trovato per caso questo tuo racconto, devo dire che mi sono davvero emozionata. A casa ho anche il libro che hai scritto sulla tua esperienza in Irlanda e dire che mi è piaciuto è poco.
Sai che siamo parenti alla lontana? (anche se non mi sembra il caso di mettermi a spiegare il mio albero genealogico)
Leggendo le tue parole mi sembrava di essere ancora nella mia meravigliosa Irlanda. Un bacio e complimenti!

Valentina



24-08-2008
bravissima mi hai riportato alle mente sensazioni assopite ......pelle d'oca irlanda terre verde terre di fate grazie di cuore

michele



15-05-2008
Per la prossima estate avevo già in mente l'Irlanda ....dopo aver letto il tuo bellissimo racconto, spero che questo pensiero diventerà realtà!!
Brava!!!

Sabrina



30-04-2008
stilisticamente vivace il racconto enfatizza la gioia di viaggiare di una giovine donna. Grazie alla felicità che emana.

strada meris



17-04-2008
Mi ritengo veramente fortunato ad avere un'amica come la Fra!!!
Sei mega stupenda!!
Mimmo

Mimmo



07-12-2007
E' tantissimo che non mi capitava di leggere una guida che mi facesse veramente venire voglio di viaggiare...grazie per questo viaggio attraverso i tuoi occhi. Sei veramente grande!!!

Paolo da Treviso



31-07-2007
è tarda notte, solo da stasera ho iniziato a leggere seriamente qualcosa sull'Irlanda e fra qualche giorno parto...sono stanco ma nonostante ciò non riuscivo a smettere di leggere il tuo racconto...complimenti! per il mio viaggio punto soprattutto al centro e al sud ma il tuo racconto mi sta facendo venire voglia di cambiare programma anche se i giorni di viaggio sono pochi...chissà!

Antoine



18-07-2007
sei riuscita a commuovermi,perchè ho riprovato le stesse sensazioni come se fossi ancora là nella mia Irlanda .Grazie. Vanessa

vanessa



17-07-2007
ho sempre pensato di andare in Irlanda ma dopo che una mia (quasi) omonima ci ha scritto un libro sono certa che lo farò al più presto!

Francesca R. Barzanti



05-07-2007
Brava! il tuo racconto è vivace , spiritoso e brillante. Mina Bolognesi

mina



08-04-2007
Bellissimo il Donegal...una delle più incantevoli contee di quet'isola meravigliosa...

Chiara



24-01-2007
grazie a tutti per i complimenti, devo dire che il Donegal è davvero la parte più magica dell'Irlanda anche se purtroppo la meno conosciuta. Se potete partite subito :)!

Francesca



18-01-2007
hai stile lo sai?mi sn fatto prendere dall'enfasi...:)

Marco Ravenna



18-01-2007
non sono mai stata in Irlanda....adesso sì...in dieci minuti! grazie!

Sara



10-01-2007
Ci sono stato lo scorso Agosto egain Irlanda, ma i venti giorni di ferie mi sono sembrati crtissimi. Ti ringrazio per avermi fatto rivivere il Donegal col tuo splendido racconto. A proposito: che fine ha fatto "quello strano" Un saluto Orazio di Barletta

Orazio



04-01-2007
Sei bravissima a raccontar le storie così come mi aveva detto Gabry...brava! La prossima volta andiamo in Irlanda insieme! ;)

Fausto



30-12-2006
Devo assolutamente vedere queste meraviglie! Anche io affronterò il mio strano amico e partirò per questa "Isola che c'è"

Pier



29-12-2006
SEMPLICEMENTE:mi sembra di essere partita con te!

alice




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