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Racconti di viaggio » Francia

Parigi e non solo...

di Ruffolly

In giro per le vie di Parigi, ricca di stimoli, sapori e una vivace vita notturna. Visita alla reggia di  Versailles e a Giverny, sulle tracce di Monet.


Parigi e non solo...1° giorno
Primi approcci con la casa e con il quartiere Victor Hugo, dove abitiamo. Il primo bar che capita ci insospettisce perché è vuoto di gente e di generi alimentari in vista. Ordiniamo il caffé e chiediamo qualcosa da mangiare. Cosa sono le “tartin” che ci propone il barista? Sarebbe pane bianco con un filo invisibile di burro. La descrizione del caffè lasciamo stare – è improponibile. Impareremo.
Arriviamo al centro con la metro, veloce e funzionante ma priva di tutti i fronzoli ed abbellimenti.
Notre Dame – non può lasciare indifferenti, Hotel de Ville, giro nel Quartiere Latino e la nostra prima “cena turistica” – ne usciamo provati ma vivi. Dobbiamo aggiustare il tiro.
Giriamo le vie del centro. La città accogliente, piena di stimoli e vita, specialmente notturna. Giornate lunghissime – stiamo più al nord – luce fino alle dieci di sera. Tutti fuori a bere e chiacchierare, tantissimi sono i caffé all’aperto nonostante il clima prevalentemente freddo e piovoso. I francesi mangiano e bevono a tutte le ore. Ma le 18 è l’ora della baguette. Tutti con il cartoccio in giro spiluzzicando.

2° giorno
Alle 9.00 riposati e felici di ciò, siamo pronti per fare a piedi tutta Parigi. Partiamo dall’Arco di Trionfo. Saliamo sopra affrontando 280 gradini. Magnifico panorama su 12 avenue che prendono il via dalla “Stella Etoile”. Facciamo a piedi la via più bella del mondo “Champs Elysee”. Negozi, alberghi, palazzi – è tutto bello. Traffico sempre presente ma scorrevole, strade larghe, pulite e niente macchine parcheggiate in doppie file, neanche per sogno!!! Pranzo “alla francese” con il baghette imbottito in uno dei tantissimi caffé sotto i platani. Poi arriviamo alla Place de la Concorde da dove partono i giardini Tuileries. C’è sole e la passeggiata nel parchetto è una meraviglia. Simpatica la fontanella che carica acqua girando la rotella. Riposino su prato “tagliato con le forbicette da manicure”.
Torniamo a casa. Cambio della mise e la cena da Le Procope, ristorante del 17° secolo nel quartiere Saint Germain de Près, dove si incontravano gli intellettuali e artisti.
Non possiamo far a meno che ordinare  “fois gras” e la “soup d’oignon”, seguiti da “gallet au vin” e “tartare” (la massa di carne cruda, orrenda da vedere) e per finire una esibizione del nostro cameriere nella preparazione dal vivo di “Crepes flambé al Grand Marnier” (tutta scena e tanto zucchero). Stiamo migliorando ma la strada per capire quali sapori francesi sono da godere è lunga.
Passeggiamo nelle viuzze dietro la Sorbona. Ci stupisce il pienone sulle strade. Tantissima gente, giovani (e non solo) che si diverte a passare il tempo così - seduti nei caffè davanti alle porte-finestre aperti sulla strada che si vede tutto l’interno del locale, oppure dietro i tavolini sistemati fuori su marciapiedi. Bellissima immagine di parigini che sanno come godere la vita.
Mezzanotte passata. Torniamo a casa e dormiamo come i ghiri.

3° giorno
Sveglia con molta calma e la colazione meno peggio ma sempre cara alla "patisserie" sotto casa. Dire che il caffè servito faceva schifo è dire un complimento!!! Un’altra cosa che assodiamo – ma quanto sono lenti stì francesi! Regna la flemma. Per servire uno impegnano il triplo del nostro tempo… e quindi chiedono il triplo del prezzo! Per loro i conti tornano, per noi, poveri turisti, un po’ meno. E questa sarebbe l’economia francese?! Aggiungiamo anche che non si fermano né di giorno né di notte e neanche nei fine settimana… li troviamo gentili e disponibili, quasi cordiali, masticano altre lingue oltre il francese…
Treno per Giverny, una cittadina dove si trova la Casa di Claude Monet, padre degli impressionisti. Ottanta chilometri in 40 minuti e siamo nella campagna francese, in casa di Monet e nel mondo di Monet. Colpisce subito la ricchezza di colori. Studiava i fiori per poi abbinarli nelle varie composizioni nel suo giardino, viali e ninfee creati con l’intento di trasferirli sulla tela.
La casa a due piani coperta dalle piante rampicanti tutti a fiore, coloratissima dentro, essenziale e piacevole con tutti gli arredi del pittore. Colpisce la vista dalla camera da letto su giardino, sommerso dei fiori di tutti i colori. Passeggiata nei vialetti del parco, romantica da morire, inquadrature uniche sullo sfondo di ninfee, laghetto, ponticelli e salici. Incantevole! Che bella idea di venire qua! Avessimo anche il pranzetto nello zaino sarebbe perfetto. Abbiamo poco tempo prima del treno e per chiudere il buco nello stomaco prendiamo a volo una baguette con wrustel e senape dentro – orrenda è dir poco! Una tazza di acqua calda chiamata “caffè stretto” consolida la nostra decisione di procurarci sempre il cibo per le trasferte.
Torniamo a Parigi. Doccia e di nuovo fuori.
Arriviamo alla Bastiglia. Quartiere delizioso e pieno di vita. Il naso sceglie il ristorante spagnolo con la musica, ordiniamo la paella e birra. Ci divertiamo a guardare il fiume di gente che passa fuori e quelli seduti dentro. Le coppie più miste non si può, uno stravagante miscuglio dei DNA. E’ impressionante vedere quanti francesi di colore ci sono a Parigi apparentemente integrati. Abbigliamento dei francesi è talvolta orribile e trasandato, ma molto colorato e originale come accostamento di pezzi. Vestiranno pure elegantissimi per qualche occasione o in qualche posto, ma noi non abbiamo avuto l’occasione di verificare.
Passiamo per la discoteca “Bario Latino” – una folla davanti impaziente ad entrare, sbirciamo attraverso le finestre, la musica sembra bella – la prossima volta magari!
Una sbirciatina veloce alla Place des Vosges. Incantevole! Anche qua torneremmo con calma. Sono le due di notte, forse è l’ora di avviarci verso casa? La metro è strapiena come nell’ora di punta. Parigini, turisti, c’è di tutto, tranquilli viaggiano verso le loro destinazioni.

4° giorno
Sveglia alle 07.00. Zaino con l’acqua e la frutta, colazione leggera a casa e alle 09.00 siamo già a Versailles. Ci forniamo di viveri in una deliziosa pasticceria per strada: panini (seri) più dolcetto (buonissimo “ekler” al cioccolato!). Possiamo entrare nella reggia. Siamo stati bravi e abbiamo pensato anche ai biglietti in anticipo. Si vendono tranquillamente alla stazione dei treni a Parigi a prezzi vantaggiosi: viaggio, l’entrata nel castello e nel parco… più le cuffie… è tutto per una modica cifra di € 25 a capoccia. Stiamo migliorando!
Tre ore di defilee per le sale dello chateau in compagnia della guida auricolare e degli aneddoti storici che ci raccontiamo, tre ore di ripasso di storia francese, tre ore di piacevole immersione nel passato.
Sfiorata la lite a causa di crisi ipoglicemica e divieto (non osservato) di non mangiare nelle sale… Capirai!!! Due briciole cadute sul parquet del ‘700!
Una volta fuori dal castello via libera ai panini. Pranzo davanti al parco con la “musica da camera” di sottofondo – un sogno! Davanti a noi si stende il parco di 500 ettari con 48 chilometri dei viali. Percorrerli a piedi non se ne parla neanche! Trenino o macchina elettrica per noi soli? La seconda! Bellina! Divertente! Ci alterniamo a guidarla e in un'ora giriamo tutto il parco.
Verso le tre ci avviamo verso casa, regalando i nostri biglietti ad una mamma con il figlio. Loro si sentono al settimo cielo che non devono fare la fila mostruosa, rischiando anche di non entrare.
Andiamo a fare la passeggiata verso l’Arco di Trionfo. Abbiamo anche lo champagne freddo e lo sorseggiamo seduti sulla panchina, guardando l’Etoile mentre inizia a piovere… La città ispira ad essere romantici e cercare i luoghi adatti a questi sentimenti… Ce ne sono tanti! Uno a caso – Place des Vosges – luogo ideale per la nostra cena di arrivederci. Raffinata, gustosa, “francese” con vino squisito di “Bourgogne” e la “Plate de fromage” come “dessert”. La cornice dei palazzi del ‘600 voluti da Enrico IV è un quadro perfetto! E’ adesso cosa manca? Bateau Mouches ovviamente! Delizioso traghetto si muove lentamente lungo la Senna, scorrono i ponti, palazzi antichi curatissimi nei dettagli, ben illuminati, sullo sfondo di Tour Effeil illuminata ed eccitante, Notre Dame imponente e sembra disegnato nel cielo della notte.
Arrivederci Parigi…

 

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» Parigi, guida di viaggio
» Hotel Parigi

 

Commenti



20-01-2010
Noi siamo un gruppo di studenti che andremo a parigi in gita. Molte recensioni su internet erano negative, Parigi per molte persone e' orrenda e fa schifo. Noi abbiamo dovuto scegliere tra Parigi e Barcellona, abbiamo scelto Parigi pensavamo che fosse una bellissima citta' ma dalle opinioni di chi c'è andato non si direbbe. Se qualcuno di voi ce andato per favore scrivete un messaggio e dite se e' davvero bella o brutta non avremo voluto fare la scelta sbagliata !
Grazie .

Classe



24-08-2009
Bellissima città! Volevo solo segnalare NEGATIVAMENTE il ristorante spagnolo al quartiere latino.
Si mangia veramente MALE!!! NOn ci andate.
Mentre si mangia molto bene da Chez Clement alla fermata metro Marcel Sembat.

Tiziana



20-12-2008
anch'io il 6 gennaio parto per parigi con il moroso...non vedo l'ora e sono sicura che nn rimarrò delusa, ma anzi mi innamorerò della capitale francese.. piccola pecca per il cibo! penso!

sefora



18-11-2008
ciao a tutti in gennaio io mio marito e il mio piccolo tesoro di 6 anni andiamo a parigi per conoscerla e portare il piccolo a eurodisney ci sara' freddo?

silvia



27-10-2008
HO LETTO QUESTO ARTICOLO FAVOLOSO..PARLA DI UNA Parigi da sogno..io sono una sognatrice e domenica posso farlo per una settimana a PARIGI...CON IL MIO FIDANZATO...SONO EMOZIONATA E IMPAZIENTE DI VIVERE ANK 'IO QUESTA FANTASTICA CAPITALE... "A PRESTO PARIGI "TIZIANA E ALESSIO...

TIZIANA


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