di circeo76
Un viaggio attraverso la Thailandia, durante le festività natalizie: Krabi, Ko Phi Phi, Ko Lanta, Ko Hai, Ko Pu, Ko Poda e Bangkok
domenica, dicembre 17, 2006
Bagno di folla
L' arrivo all'aeroporto di Bangkok ci ha lasciato veramente allibiti.
Dopo 10 ore di volo andate benissimo, siamo atterrati all'alba nella terra del sorriso.
Passata la dogana ci siamo trovati noi tre ed il carrello con lo zainone circondati da donne e uomini thailandesi che ci hanno placcato perchè dovevano fermare Magenta a tutti i costi! Sembrava che aspettassero la star, e Magenta ha dispensato autografi a destra e a manca! Qualche ora piu' tardi scopriamo che c'e' una piccola star della TV thailandese che assomiglia a Magenta.
Ora ci troviamo a Krabi, cittadina poco turistica e molto tranquilla dove meno spendi e meglio si mangia. Noodles di riso larghi (tipo le nostre pappardelle saltati in padella con verdure croccanti, accompagnati dai più deliziosi calamari e gamberoni. Questa sera, ad esempio, abbiamo mangiato al mercato notturno due porzioni di riso al vapore con un trancio di pesce spada marinato col dragoncello e peperoncino ed un pesce azzurro alla griglia mediamente grosso per 125 Bhat, 2Euro e mezzo.
Per il resto l'aria e' molto dolce e ti induce al relax fisico e mentale, col venticello caldo che spinge mollemente i passi.
Ieri siamo stati al Wat Than Seua, il Tempio della Grotta della Tigre, ed e' stata un'esperienza mistica fortissima, di cui poi magari approfondiremo nelle pagine seguenti. Sempre e dovunque paparazzati dai fans di Maggie, sempre più numerosi e sbigottiti.
Domani partiamo per Ko Phi Phi dove saremo isolati per 4-5 giorni.
A Ko Phi Phi cercheremo di evitare i turisti che sembrano usciti dal film di Di Caprio (come coniato ad Barbara). Uomini e Donne tutti finti freak, con pantaloni lunghi svolazzanti e lerci alla base cercheremo di farci vivi!
E non preoccupatevi per noi, siamo e andiamo in posti unici.
Ko Phi Phi Don: l'arrivo da Pon
Il 18 dicembre si parte da Krabi direzione Ko Phi Phi,
Dopo circa 2 ore di navigazione si arriva nella baia di Ton Sai, lingua di sabbia larga 100 metri e lunga 2 chilometri, uno spettacolo della natura che dopo la devastazione dello tsunami e' stato colpito da un frenesia edilizia che lo sta ancor piu' distruggendo.
Ci aspetta Ben, studente californiano dai lunghi ricci biondi, che per imparare il tailandese vive a Ko Phi Phi... Saliamo su una long tail boat e 20 minuti dopo ci troviamo ad Ao Ko Toh, splendida spiaggia lontana dalla baia di Ton Sai. Qui il traffico marino e' un eccezione ed il resort sulla spiaggia può contenere al massimo una quarantina di persone.
Siamo finalmente LOST... l'unica possibilità di raggiungere il mondo civile, oltre che la barca, e' un'ora di cammino in mezzo alla giungla.
Ad attenderci ci sono Pon e la sua famiglia... ci accolgono a braccia aperte.
I bungalow sono veramente basic e polverosi, no acqua calda, ed elettricità solo dal tramonto all'alba... lo sapevamo, ma come al solito tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare!
Il giorno dopo ci acclimatiamo e capiamo che per godere della natura bisogna rinunciare alle comodità. Nei 5 giorni a Ko Phi Phi gioiamo del fatto che su quest'isola non ci sono ne auto ne motorini, solo brezza di mare, e così a Magenta le passa il moccio perenne!
Nei giorni seguenti l'ultimo sprazzo dei monsoni ci porta vento e mare mosso che stemperano il sole cocente e limitano i nostri spostamenti. A questo punto non resta che mangiare, fare il bagno, rilassarsi all'ombra delle palme, farsi fare i massaggi, guardare gli americani della Virginia che fanno Thai Chi alle 6 della mattina, aspettare che il sole ti svegli all'alba, aspettare che si abbassi la marea per fare una passeggiata sulla barriera corallina, raccogliere conchiglie ed infine addormentarsi con il rumore delle onde.
Ko Phi Phi Leh: fortunatamente non c'era Di Caprio
Con il giusto scetticismo che contraddistingue la visita ad un luogo diventato famoso perché set cinematografico, prendiamo parte ad una escursione che da Phi Phi Don ci porta a Phi Phi Leh a Maya Bay o meglio "The Beach" (venti minuti in barca dal nostro resort).
La forma a corona e le falesie a picco sul mare, la rendono difficile da interpretare e nulla ti fa immaginare cosa ci può essere al suo interno.
Così accade che la baia ti si para davanti agli occhi un po’ per caso senza neanche avvertirlo... e senti che la mascella cade e rimani a bocca aperta in un espressione inebetita. Un grande regalo della natura, un piccolo gioiello di anfiteatro naturale dove ti senti immerso in un silenzio alieno.
Aspettavamo che tutto venisse preannunciato dal via vai di barche e dai rumorosi turisti di Ton Sai.
Sarà forse stato il mare mosso o l'ora tarda dell'escursione, ma c'erano solo 3 long tail boat e un motoscafo, la spiaggia deserta, bianca e fine, l'acqua calda e cristallina ed un solo rumore il silenzio.
Oggi, fortuna nostra, Di Caprio non c'era!
P.S.
Tempo variabile? Mare mosso? Maya Bay senza turisti? = Ritorno turbolento in long tail boat sulla nostra spiaggetta con onde sopra i due metri, e Maggie che dorme beata cullata dalla navigazione. Per fortuna i Chao Ley, gli zingari di mare che timonano queste barche, sono abituati a ben altro!!!
Natale a Ko Lanta
5 giorni a Ko Phi Phi ed ora Ko Lanta, dopo 2 ore in un traghetto stracolmo di backpackers.
Cerchiamo posto a sud, a 20 km dal porto incasinatissimo su palafitte di Ban Saladan, sappiamo che li ci sono 3 belle spiagge. Troviamo un bungalow con aria condizionata e presunta acqua calda (un vero lusso!!) a Kantiang Bay.... trascorreremo qui il nostro Natale.
Ko Lanta è un isola molto grossa frequentata sopratutto da famiglie o giovani che vi trascorrono molto tempo fino a vivervi per lunghi periodi.
Il grande parco nazionale presente a sud la rende ancora un isola selvaggia, anche se si respira una nascente frenesia edilizia, speriamo che sia solo un'apparenza....
L'atmosfera è molto rilassata, la musica reggae, i pigri ragazzi del posto con i capelli lunghissimi..... sembra di stare un pò in Giamaica!
In questo scenario rilassato e pacifico, una parte della popolazione di religione musulmana integralista appare fuori luogo....
Il posto non è il paradiso di Phi Phi, ma si sta veramente bene.
Si incontrano tanti viaggiatori con i loro figli, e Magenta incontra bimbi di tutte le età! Conosciamo una coppia, lui greco-inglese, lei inglese con 3 figli, di cui una coetanea di Magenta ed una coppia danese molto cordiale con altettanti 3 figli.
La sera si trascorre il tempo nel Why Not? Bar costruito sugli alberi, sorseggiando birra servita dai camerieri capelloni, sdraiati per terra, ascoltando bella musica. Questo bar è il mitico punto di ritrovo dei ragazzi locali, gestito da Chao Ley capelloni che la notte dormono come scimmie su dei giacigli di fortuna posti sul soffitto del bar o per terra... una mattina siamo morti dalle risate vedendo un groviglio di corpi e capelli indistinguibile! Uno di loro è la copia di Marc Bolan, balla anche come lui... Why not?
Trascorriamo il 24 sera in un inaspettato party sulla spiaggia, la serata è mite e con la sabbia ancora calda tra i piedi ceniamo in una lunga tavolata. Si mangia molto bene in questo resort: pane fatto in casa, bistecche di barracuda, grigliate di pesce e fantastici shakes. Inoltre, hanno un servizio di massaggio Thai spettacolare, e quando la Maggie dorme ne approfittiamo.
Il relax ci fa temporeggiare sulla nostra partenza, ma alla fine pianifichiamo la nostra prossima tappa. Purtroppo scartiamo Ko Lipe, tutto esaurito fino al primo gennaio! Scegliamo tra una delle isolette dell'arcipelago di Trang..... troviamo posto a Ko Hai e prenotiamo subito!
Ko Hai
Il 27 dicembre carichiamo il nostro zaino su una long tail boat e salutiamo la baia che ci ha ospitato a Ko Lanta.
Un'oretta di viaggio e siamo a Ko Hai. Il barcaiolo percorre tutta l'isola alla ricerca di Paradise Beach, alla fine la troviamo.
C'è la bassa marea e la long tail boat si incastra sulla barriera corralina a 300 metri dalla riva... chiediamo soccorso. 10 minuti più tardi arriva un piccolo kayak guidato da un ragazzo scurissimo e a torso nudo che sembra uno degli indigeni descritti da Melville in Taypee: saltiamo su tutti e tre e piano piano arriviamo a riva senza cadere in acqua, facendo lo slalom tra i coralli, in un'acqua trasparente come cristallo.
L'acqua limpidissima, la spiaggia orlata di palme ed un silenzio interrotto dalle cicale (che qui hanno un canto molto simile alla musica usata per la scena della doccia in Psycho) rendono l' atmosfera surreale!
Si ritorna allo stato brado: bungalow di paglia, no acqua calda, luce dalle 18.00 alle 24.00, no asciugamani, no laundry service, no linea per cellulari......finalmente! Le comodità di Ko Lanta ci avevano annoiato.
Ko Hai: Another day in Paradise!
L' atmosfera a Paradise Beach è decisamente surreale. Ci sono una trentina di bungalow, ma non si vede mai nessuno in circolazione, solo la sera ci rendiamo conto di chi sono i nostri vicini.
Rincontriamo una ragazza vista nel nostro resort a Ko Lanta ed incontrata per caso nella giungla durante una nostra escursione, a questo punto facciamo amicizia.... si chiama Anka, partita da Chiang Mai dopo un mesetto è arrivata a Ko Hai.
Familiarizziamo con 4 ragazzi finlandesi che per il secondo anno consecutivo passano le loro vancanze a Ko Hai Paradise, l'unica ragazza conosce un buon tailandese che lascia intendere che sono diversi anni che bazzica da queste parti. Sono molto divertenti e buffi quando la sera si presentano a cena tutti in bianco con un look impeccabile! E cominciano a bere e a giocare a UNO.
Arrivano Antonello e Valeria direttamente da Ko Poda attraverso un gipsy village di Ko Lanta....pianifichiamo subito un'escursione a Ko Muk e Ko Kradan per il giorno seguente.
Puntiamo all' emerald cave di Ko Muk. Ci tuffiamo dalla barca con il nostro marinaio munito solo di torcia ed entriamo in una grotta al buio. Dopo una trentina di metri ci si apre davanti una spiaggia che è possibile visitare solo durante la bassa marea, uno spettacolo della natura inaspettato......
Ci spostiamo a Ko Kradan, l'isola ha una lunghissima spiaggia con una barriera corallina che forma un'enorme piscina di acqua bassa e limpidissima.
Trascorriamo un pomeriggio accecati dal turchese del mare, ascoltando le tradizionali canzoni occidentali di Natale in thailandese, mentre Magenta familiarizza con i bambini del posto.
Durante tutto il nostro soggiorno a Ko Hai incontriamo, anche più volte al giorno, il rarissimo Hornbill, un uccello del paradiso che vive da queste parti. C'è un nostro conoscente al resort (studioso ornitologo) che non l'ha mai incontrato: un pomeriggio gli abbiamo mostrato le riprese video ed è morto dall'invidia...
Sulla via del ritorno, ci fermiamo su di un altro versante della nostra isola, dove ci beviamo un eccellente mango and coconut shake e prenotiamo quattro massaggiatrici per un massaggio di gruppo, mentre Magenta si gode il suo riposino pomeridiano sotto una palma.
Ritorniamo in serata sulla nostra isoletta e dopo un tramonto rosso porpora ci ricordiamo che è il 31 dicembre....... e chi se ne frega!
La mattina seguente (il primo gennaio), dopo una serata passata attorno a un tavolo bevendo birra e rhum di scarsissima qualità, incontriamo uno dei finland boy che alla domanda come va? ci risponde:
Another day in Paradise!
Ko Pu
Il 2 mattina affittiamo una long tail boat, la carichiamo dei nostri bagagli ed insieme ad Antonello e Valeria ci dirigiamo verso Ko Lanta, li le nostre strade si separeranno.... noi andremo a Ko Pu, mentre loro a Ko Phi Phi, ci rivedremo il 7 gennaio a Bangkok.
Prendiamo il solito traghetto pieno di "viaggiatori zaino in spalla".
Dopo circa 45 minuti, sentiamo una voce gridare "Ko Pu, Ko Pu", e non capiamo.... siamo in mezzo al mare. Al secondo urlo "Ko Pu, Ko Pu" ci accorgiamo che siamo finalmente arrivati al "porto" di Ko Pu: la fermata è proprio lì in mezzo al mare! Saltiamo sulla long tail boat e ci dirigiamo verso riva.
L'isola è molto selvaggia, ha una bella spiaggia, i bungalow sono molto confortevoli ed economici, forse i migliori del viaggio per rapporto qualità-prezzo. La padrona del resort ci ha assegnato una villa con veranda che da proprio sulla spiaggia...
Il tramonto è spettacolare, abbiamo Phi Phi Island di fronte!
Ko Pu o Ko Jam (viene chiamata in tutti e due i modi, perché mai nessuno ha chiaro quale sia l'una e quale sia l'altra), fuori dalla rotta del turismo classico e di quello zaino in spalla, appare ancora incontaminata ed il villaggio principale di pescatori musulmani che si trova dall' altra parte dell' isola è separato dalla zona dei resorts da una fitta vegetazione.
La stessa spiaggia sembra quasi difendersi da una natura che qui mantiene la sua forza e impone il suo rispetto, i bungalow sono costruiti lungo il pendio con un impatto zero nei confronti della natura.
Ko Pu non è sfacciata, ma introversa e burbera e solo un viaggiatore attento e paziente può scoprirne la sua grande bellezza.
Lo stesso mare scaccia dall'isola i più impazienti, infatti durante la bassa marea è praticamente impossibile fare il bagno e nelle altre ore l'acqua é decisamente fangosa.
Forse anche noi rientriamo negli impazienti, ma vogliamo regalare a Magenta degli ultimi bagni......A malincuore decidiamo di cambiare isola, e dopo due giorni partiamo per Ko Poda!
L' ultima spiaggia
Al mattino, prima di partire da Ko Pu, assistiamo ad una fantastica scena.......Centinaia e centinaia di piccole e grandi barche che pescano in mare. Si sono dati appuntamento per l'annuale pesca delle meduse che sono fortemente richieste dal mercato cinese (che ci fanno le zuppe). Sono meduse giganti, di 30cm di diametro minimo, ma per fortuna vivono al largo...
Si prende il traghetto al volo in mezzo al mare e via, dopo un'ora siamo al porto di Krabi.
A Krabi ci sentiamo un pò di casa, usciamo dal porto ed andiamo diretti a trattare il prezzo del "taxi collettivo" fino a quello che sappiamo essere giusto (il prezzo dei trasporti è sempre 2-3 volte superiore a quello normale).
Durante il viaggio scambiamo due chiacchiere con l'ennesimo occidentale pensionato accompagnato dall'ennesima ragazza thai post-adolescente..... venti minuti e siamo ad Ao-Nang.
Ad Ao-Nang ci eravamo già passati per andare a Railay circa 20 giorni fa, il posto non sarebbe male, ma il turismo super organizzato lo sta trasformando in un luogo asettico e plasmato sulle esigenze dei pacchetti turistici. Andiamo alla biglietteria delle long tail boat (non l'abbiamo mai detto in precedenza: sono delle piccole barche che possono ospitare max 8-10 persone, hanno motore con un elica lunghissima che sembra rubato ad un'ape piaggio o al massimo ad una fiat panda!), comincia una lunga trattativa sul prezzo.......
Nel frattempo abbiamo anche il tempo per incontrare casualmente Anka, vista a Ko Lanta e conosciuta a Ko Hai, e dopo un ultimo saluto saliamo sulla barca e vediamo avvicinarci Ko Poda.
Ko Poda, è un isolotto non più largo di 2 km, metà atollo e metà falesia.
Normalmente viene visto in giornata (cioè 2 ore) dai turisti che stazionano a Ao Nang e quasi nessuno decide di dormirci. Noi si.
I bungalow puliti e sempre molto basic, non hanno le zanzariere e l'acqua del rubinetto è salata. Un ragazzo svedese ci consiglia di lavarci i denti con una bottiglietta d'acqua naturale.
Ko Poda è veramente magnifica sopratutto dopo le quattro del pomeriggio quando i visitatori giornalieri vanno via ed arrivano giù dalla roccia le scimmie che durante la bassa marea girano gli scoglietti a caccia di cibo. Ci godiamo le ultime ore del tramonto, Ko Poda è tutta nostra.
Il nostro bungalow si trova sotto una piantagione di noci di cocco e la sera prima di cena ci godiamo il silenzio intervallato dalle urla delle scimmie, mentre Magenta gioca con i cocchi e dice "palla"...
Più tardi a cena, Magenta conosce la sua best friend thai , una cameriera del ristorante con cui è amore a prima vista e gioca con il gatto bianco Leo (giornalmente lavato con lo shampoo per non perdere il suo candore).
Il giorno dopo trascorriamo il nostro ultimo giorno spiaggiati, con di fronte agli occhi solo l'orizzonte e Chicken Island: ci dedichiamo alla contemplazione della natura prima di partire per Bangkok. Magenta saluta le sue amate barchette...... A presto!
L'arrivo a Bangkok
Dopo un mese e quattro ore di ritardo aereo torniamo in una grande città, Bangkok.
Arriviamo in serata ed il percorso dall'aeroporto al centro città ci rivela l'espansione che sta avendo questa metropoli in cui nascono nuovi quartieri tra le vecchie case in legno.
Ci colpisce la velocità molto elevata delle automobili nel centro urbano, le pubblicità delle strutture ospedaliere come se fossero dei grandi alberghi e le immagini del re ovunque.
Domani sapremo dire di più.....
Ghetto turistico, città vecchia e grattacieli!
Abbiamo un'emergenza: il bucato. Tutti i nostri vestiti sono intrisi di sale o sporchi, fortuna che abbiamo comprato qualcosa al mercato ieri. Il nostro albergo si trova nel quartiere residenziale e commerciale di Siam Square e non ci sono lavanderie a basso prezzo.
Ci spostiamo verso Banglamphu. Il cuore è Khao San Road, è li che troviamo laundry service economiche (50 bath, circa 1 euro per tutta la nostra binacheria), ma non solo, internet point, alberghi, pensioni, bettole, thai massage in ogni anfratto, bar. Chi viaggia in Asia passa sicuramente di qui.
Infatti, ci sono alberghi dove puoi lasciare il tuo bagaglio nel periodo che visiti il Laos e la Cambogia e venirlo a prendere prima di prendere un volo per Ko Samui.
Nelle stradine è pieno di viaggiatori arrostiti dal sole con la classica divisa: maglietta, pantaloncini, sandali e look trasandato. Ma siamo a Bangkok o ad un raduno di backpackers?
Ci incontriamo con Antonello e Valeria, decidiamo di fare un giretto della città vecchia....
Con una long tail boat andiamo al di là del fiume Chao Praya e ci addentriamo in un canale. E' questa la vera Bangkok, qui le persone vivono in simbiosi con il fiume. Le case, al pelo con l'acqua, sono costruite in legno e sono tenute in piedi da un misterioso equilibrio.
Oltre alla puzza del fiume si respira una certa povertà, ma la dignità degli abitanti la rende meno estrema. Infatti anche se le case sono traballanti, sono tutte circondate da fiori e orchidee a tal punto che potrebbero essere recensite in qualche trendy-fashion magazine.
L'atmosfera è rilassata..... mentre la donna è al lavoro, l'uomo cazzeggia in veranda o al massimo pesca le carpe (Sulle banchine intorno al fiume, ci sono cartelli che invitano le persone a dare da mangiare ai pesci, in questo modo il pesce potrà essere pescato da chi ne avrà bisogno).
Si capisce come mai Bangkok sogna uno sviluppo edilizio in verticale e come le pubblicità di nuovi quartieri residenziali esaltino il vivere in alto. La popolazione è sempre stata a contatto con l' acqua ed il fiume ed il sogno dei più ricchi è di vivere il più lontano possibile da esso.
Visitiamo il Wat Arun, il Tempio dell'Alba che, decorato con migliaia di frammenti in porcellana, domina sul fiume. Poi ci facciamo lasciare dal barcaiolo a terra e visitiamo il mercato del pesce secco e degli amuleti, da brivido!
La sera, distrutti, ci dirigiamo in un ristorante indicato sulla lonley planet. Questa è anche l'ultima sera che passiamo con Antonello e Valeria (partono questa notte) e decidiamo di fare un vero e proprio banchetto.
Il posto è molto carino, un vecchio granaio, il cibo è tipico di Vientiane (valle del Mekhong).
C'è uno spettacolo musicale condito di ballerine thailandesi molto brave, Magenta impazzisce, incomincia a muovere le mani come loro e applaudisce ogni volta che un numero finisce. Le vuole avvicinare a tutti i costi, andiamo dietro le quinte, le ballerine impazziscono per lei e alla fine scattiamo una foto tutti insieme.
Che città elettrizzante!!!
Cha Tu-Chak
Ci incontriamo con incredibile puntalità alla fermata dello sky train (metropolitana sopraelevata che attraversa Bangkok) con Antonello e Valeria per andare insieme al weekend market più grande dell'Asia: il Cha Tu-Chak Market.
Il mercato è veramente enorme e si ha subito l'impressione che vederlo tutto sarà impossibile.
Si trova di tutto, dai vestiti ai mobili, dalle ceramiche agli animali, il tutto guarnito da bancarelle di cibo in ogni vicoletto. Naturalmente i prezzi sono così convienti che converrebbe prendere un aereo e venire qui solo per fare shopping.
Questo non è un posto solo per gli amanti dello shopping, è un' esperienza piacevole anche per chi normalmente odia farlo......
Wat Phra Kaew, Wat Poh e MBK Centre!
9/01/2007.
Al mattino prendiamo un taxi che ci porta direttamente al complesso del Wat Phra Kaew e del Palazzo Reale. Facciamo lo slalom tra la miriade di gruppi organizzati in visita e raggiungiamo l'ingresso, muniti di abiti lunghi entriamo nel Wat Phra Kaew.
La prima impressione è di entrare in luogo religioso che può essere paragonato a San Pietro. La potenza architettonica e la minuzia delle decorazioni lo caratterizza, mentre il silenzio lo pervade di misticismo. Il confine tra pagano e religioso è minima ed ogni angolo racconta una storia tra realtà e fantasia. Il cuore è il Buddha di smeraldo, simbolo del paese il cui abito viene cambiato ad ogni stagione (3 volte) dalla vera star della Thailandia: il Re.
Magenta si sveglia nel suo zainetto nelle spalle di Papà proprio all'uscita, pronta per prendere un tuk tuk (piccola vespa con 2 posti a sedere), in pochi minuti si svincola nel traffico e con in inconfondibile rumore ci porta tra le risate di Magenta al Wat Poh.
Il Tempio del Wat Poh o meglio conosciuto come Il Tempio del Buddha disteso.
Il buddha disteso lungo circa lungo 25 metri, largo ed alto 5, si trova all'interno di una struttura piccolissima che permette a malapena il defluire dei visitatori. Magenta lo ribattezza: il buddha che fa la nanna.
La sera scopriamo un magnifico posto (Soi Polo) dove fanno pollo fritto, Magenta ne va in overdose.........
10/01/2007
L'ultimo giorno a Bangkok ci dirigiamo verso la Jim Thompson House, questo astuto signore ha fatto la sua fortuna valorizzando la seta verso la fine della Seconda Guerra Mondiale: la sua casa museo è un perfetto esempio di casa tradizionale Thailandese.
Prima della visita, Magenta si addormenta. Scatta il piano B, è l'ora di un foot massage! La nostra ultima possibilità!
Chiediamo in giro ed entriamo in uno dei primi centri commerciali costruiti a Bangkok, l' MBK Centre.
Tra telefonini usati e negozi di abbigliamento per i più facoltosi, troviamo un centro estetico che tra le altre cose, naturalmente, fa i massaggi. Riponiamo Magenta su divanetto accanto a noi e ci godiamo un'ora e mezzo di massaggio ai piedi.
Rigenerati pranziamo nel foodstore del Centro Commerciale, l' esperienza è degna di nota perchè si ha la possibilità di comprare il cibo da tante bancarelle, ognuno con la sua pietanza diversa, insomma, la modernità del centro commerciale e le tradizionali bancarelle stradali.
Ora siamo finalmente pronti per la visita alla Jim Thompson House......
Sol ponente
Le ultime ore prima della partenza le spendiamo vicino a Khao San Road, basta fare due passi, entrare in un vicoletto, scoprire un ristorante, ed eccoci così vicino........così lontano dalla mecca dei viaggiatori "alternativi".
Anche noi siamo parte integrante di questo popolo, nel bene e nel male......
La Lonley Planet, siti di viaggiatori e forum ti danno la possibilità di vivere il viaggio in totale indipendenza e sicurezza, ma questo popolo di viaggiatori è così organizzato da ridicolizzare qualsiasi tour operator. Il viaggio tende all'omologazione ed alla fine sono gli imprevisti a regalare inattese emozioni.
Nella comunity ci si vanta per l'esperienza più alternativa e la realtà locale passa per essere inesplorata, perchè attaccati ad un'idea anacronistica del luogo.
Il viaggio è sì scoprire nuove culture e luoghi, ma sopratutto analizzare l'interazioni che questi hanno con la contemporaneità. Certo sì, che peccato pensare a Koh Hai fra 5 anni, o a quando Koh Pu avrà un porto, ma il vero viaggio è capire come i Thailandesi si misureranno con la globalizzazione.
Non si può pensare di essere i soli ad usufruire dei benefici dello sviluppo per poi andarli a spendere dove questo non è ancora arrivato.
In Thailandia, la globalizzazione è arrivata da un pezzo e galoppa, ma a tratti sembra neutralizzata dalle tradizioni e dalle esigenze spirituali della popolazione. Internet point ad ogni angolo, centri commerciali.......sembrano costruiti più per i visitatori occidentali che per il locale, inframmezzati da altarini dedicati agli spiriti, vuoi della casa, vuoi dei parenti defunti.
Il turismo avanza sulle coste e Bangkok cambia di continuo il suo skyline, ma i Thailandesi hanno le risorse per imparare dagli errori di noi occidentali e gestire il tutto senza farsi travolgere.
Sulle coste le zone incontaminate sono sempre più della metà di quelle dove il turismo di massa ha fagocitato ogni cosa. La stessa Bangkok è a metà, morfologicamente divisa dal fiume, una parte controlla la globalizzazione e l' altra rispetta la natura, lasciando inalterata la struttura della città vecchia.
In fondo la maggior parte della popolazione vive tranquillamente, lavorando, mangiando nelle strade (la maggior parte delle persone non cucina in casa ed ogni sera mangia fuori), valorizzando la famiglia nel rispetto del re e nella spiritualità non ostentata.
Forse sarà proprio la religione buddhista che permetterà di vivere il progresso nel rispetto del prossimo, con la coscienza che un cattivo comportamento in questa vita influenzerà quelle future.........
Il sole tramonta all'improvviso ed il nostro taxi è pronto per andare all'aeroporto.
Al di là del ceck-in Magenta ha una piacevole sorpresa, ritrova il suo teddy che aveva perso all'arrivo nel porto di Ko Lanta, o meglio, l'International Suvarnabhumi Airport ha avuto la brillante idea di realizzare un orsacchiotto simbolo del nuovo aeroporto identico a quello di Magenta.
Maggie gli corre incontro, lo abbraccia e gli dice torniamo casa.....
Link
» Thailandia: guida di viaggio
» Bangkok, guida di viaggio
Commenti
01-02-2010
Ciao ho letto il racconto dettagliato del vostro viaggio complimenti sembra molto bello!
io vorrei andare in luglio/agosto com'è la situazione clima/tempo sulle isole?piove spesso o sole?Quali sono le isole più belle?mare e spiagge? Attendo risposta grazie mille
simona bertorelli lelli
09-02-2009
wow...penso di partire fra un mese e leggendo il tuo racconto sono rimasta affascinata...
penso che ne prenderò spunti!
grazie mille x aver condiviso questa esperienza...
nati
02-10-2008
innanzitutto complimenti per il tuo viaggio. dato che io mia moglie e mio figlio di 15 mesi stiamo pianificando di andare a koh ngai il prossimo marzo volevo chiederti come è è lo snorkeling sulla spiaggia antistante il Paradise Resort, e come si stà nei bungalow senza a.c. e acqua calda e se ci sono troppi insetti.
p.s. per caso hai delle foto che puoi spedirmi?
ciao e grazie andrea
andrea
30-04-2008
Che dire... complimenti... questo è viaggiare!
Diego