di ginga
Viaggi organizzati? Su internet si moltiplicano segnalazioni di viaggiatori rimasti delusi. In questo caso un tour in Sicilia non si è dimostrato all'altezza: cambiamenti di programma all'ultimo minuto, tragitti estenuanti, sveglie all'alba, scelte discutibili sui luoghi da visitare.
Ho contattato tramite internet l’Evolution Travel di Montegrotto Terme (PD) per un viaggio organizzato in Sicilia di 1 settimana con partenza da Roma.
Il viaggio che ho scelto doveva iniziare a Palermo ed era il Gran Tour della Sicilia dell'Imperatore Travel. Il prezzo era accettabile e dopo numerose e-mail e telefonate ho finalmente comperato il pacchetto.
Il giorno della partenza, all’aereoporto: sorpresa! Il volo è per Catania. Panico. Sono stata sul punto di cambiare (il che con le nuove leggi significa comperare di nuovo) il biglietto. Poi ho controllato di nuovo i biglietti che mi erano stati recapitati la sera prima (!) e ho verificato che nonostante tutti i contatti precedenti, avevano arbitrariamente modificato il mio tour e mi avevano spostato su Tour Sicilia Magica. Questo parte da Catania e non da Palermo.
L’Evolution Travel di Montegrotto Terme si è guardata bene dal dirmelo e mi ha messo davanti al fatto compiuto.
Trattandosi del sabato prima di Pasqua nell’agenzia non c’era nessuno. (devo dire però che al mio ritorno l'agenzia stessa mi ha contattato per sapere come ci fossimo trovati e, alle mie rimostranze, si è scusata anche con lettera raccomandata senza però giustificare l'arbitrario cambio).
La nostra esperienza non è stata positiva. Il viaggio è stato soprannominato dai partecipanti Tour de force. Tutto il giro sembra organizzato per la comodità e l’interesse dell’Imperatore Travel, non dei turisti. Questo vale per gli alberghi scelti (sempre fuori città, così non si può uscire di sera per visitare autonomamente qualcosa); per la lunghezza dei tragitti in pullman che sono inutilmente estenuanti (in un giorno abbiamo attraversato mezza Sicilia: da un centro a sud di Siracusa per arrivare a Palermo prima delle 19. Ovviamente la sveglia è spesso prima delle 7).
Il problema non è la sveglia ad ore antelucane, se ciò ha delle valide giustificazioni; ma quando questo accade solo per garantire il soggiorno in un albergo che fa comodo al tour operator...
Le tappe sembrano scelte per assicurare la presenza di turisti ad albergatori e ristoratori scelti e non per garantire un viaggio ed un soggiorno piacevole per i viaggiatori. Ciò ha comportato che in 7 giorni abbiamo fatto 6 volte il tragitto Siracusa-Catania! Non posso pensare che non esistano altri alberghi più prossimi alle mete da visitare!
La scelta dei luoghi e delle cose da visitare è quantomeno discutibile. Talvolta ho avuto l’impressione di trovarmi in un’iniziativa parrocchiale di pellegrinaggio (visita a santuari anche moderni, a discapito di siti d’interesse archeologico e storico).
È il caso di Tindari, dove portano a vedere la Madonna Nera, trascurando di dire che lì vicino c’è una splendida città greca che merita molto di più (se non altro perchè guardare per un’ora e da lontano uno statua è un po’ noioso).
Mentre manca il tempo per assaporare l’atmosfera degli antichi luoghi e dei monumenti, c’è il tempo (ma va?!) per fermarsi obbligatoriamente nei luoghi scelti dall’organizzazione per le ‘degustazioni’ (che poi è un modo per farti acquistare dove vogliono loro). In compenso la nostra accompagnatrice non è nemmeno stata in grado di dirmi l’orario del Museo Archeologico di Palermo, né di procurarmelo. E ho detto Palermo, non una frazione sperduta.
Un’altra impressione veramente sgradevole è quella di essere manipolati. Quelle informazioni che gli organizzatori sanno che sono spiacevoli (tipo la sveglia alle 6.15) la dicono all’ultimo momento, in maniera che i turisti non possano ‘ribellarsi’. Le questue per le gite supplementari vengono sempre proposte di ritorno dal ristorante, quando si pensa che il cibo e le libagioni abbiano ammorbidito gli animi esacerbati da trasferte estenuanti.
Ah, poi c’è l’escurione a Taormina. Durante il viaggio si passa di fianco a Taormina. Bene: non ci si ferma. Ci si torna invece l’ultimo giorno (dopo avere costretto per l’ennesima volta al percorso Siracusa-Catania) abbinando questa visita alla salita all’Etna. Il problema è che la salita all’Etna è preclusa a chi soffre di ipertensione.
Conseguenza: chi ha la pressione alta si perde l’Etna e anche Taormina. Non hanno previsto alcuna tappa ad una quota inferiore ove lasciare chi non possa salire. Da programma, chi non compie l’escursione non ha nemmeno diritto al pranzo (solo dopo mie fiere rimostranze l’hanno ‘concesso’ in albergo). Non solo il danno, ma anche la beffa di essere trattati malamente. A noi che non potevamo salire hanno detto: “Quando avete prenotato il viaggio sapevate che c’era l’escursione; se non la potete fare non avreste dovuto acquistare il tour”. Siccome l’età media dei partecipanti è molto elevata e quindi il problema dell’ipertensione è frequente, credevo che avessero pensato a una tappa intermedia ove lasciare i poveretti. Insomma, interesse per il cliente: zero.
Chi ha scelto di andare comunque a Taormina, non potendo salire sull’Etna, ha dovuto tornare in albergo (a sud di Siracusa) pagando 100 euro un taxi scelto da loro (guarda caso, lo stesso che fa tutti i trasferimenti dall’aereoporto).
Morale della favola: si sopravvive, ma non lo consiglio.
Commenti
23-05-2007
Non è certo la prima segnalazione che arriva a Viaggiatore su viaggi organizzati che non soddisfano le attese. Che dire? A noi piace di più organizzarci il viaggio per conto nostro, accettando in partenza anche un certo margine di imprevisto. Senza rigidità di programma. E magari vedere meno posti ma prendersi il viaggio con una certa lentezza.
enrico - redazione viaggiatore.net
23-05-2007
Segnalo sul sito www.altroconsumo.it un utile dossier sui diritti del viaggiatore con alcuni suggerimenti su come fiutare i pericoli che possono gravitare attorno alla vacanza. http://www.altroconsumo.it/map/src/72931.htm
enrico - redazione viaggiatore.net