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Racconti di viaggio » Francia

Eresie, viaggio nella Francia del Sud-Ovest

di Manuela Cicerchia

Roma Tolosa via Parigi. Dopo tre anni di assenza torno nella douce France che tanto mi mancava. Nulla è cambiato, i fiori, sempre splendidi e curatissimi sembrano dipingere come per magia, strade e marciapiedi di tutti i colori dell’arcobaleno.


Eresie, viaggio nella Francia del Sud-OvestQuesta volta, sulla scia di antiche eresie, misteriosi tesori e impavidi cavalieri, mi addentro nella tortuosa strada dei Paesi Catari: il Sud-Ovest della Francia.

Prima tappa: Tolosa. Bella, dorata, morbida e dolce si lascia scorrere dalla Garonna senza ribellarsi. Me la immagino d’inverno, mentre brulica di vita e penso che, dopo averne conosciuto tutti i tesori, è come un piccolo scrigno che ne custodisce il valore senza celarlo. Ma è ora di ripartire.

Carcassonne la prossima tappa. Altera e imponente è protetta dalle sue mura all’apparenza inespugnabili, ma non per l’orda di turisti che si affolla all’entrata e per gli antichi vicoli e stradine deliziose della cittadella.

Narbonne e Perpignan, senza dimenticare una visita guidata all’Abbazia di FontFroid, le successive tappe. Il tempo è un po’ grigio, piove, rendendo auspicabile la visita alla Cattedrale della città. La città mi appare bella ed elegante, antitesi di Perpignan, sempre bella ma gaudente, di una bellezza “adolescenziale”, sprezzante, come solo gli adolescenti sanno essere. I Pirenei abbracciano questa città e la loro cornice è visibile dal belvedere della residenza del Re di Maiorca da dove si gode una splendida vista a 360 gradi.

Piano piano mi faccio strada nei Paesi Catari. Arrivo a Foix, deliziosa cittadina il cui castello, anche se in buona parte ricostruito, offre un’ottima testimonianza dell’epoca, nonché una bellissima vista nella vallata. Sono un po’ emozionata perché ormai ci siamo, sto per dirigermi nel cuore dell’eresia: mi attende la scalata al castello di Montségur.

Dopo essermi tanto documentata sui Catari e riletto con interesse quel periodo di storia da me a suo tempo snobbato in quanto troppo lontano, finalmente ero lì. La scalata è ardua, ma quando si arriva si comprende come ne sia valsa la pena. Anche qui una guida locale ci racconta, incantandoci e disincantandoci allo stesso tempo, tutta l’epopea Catara, togliendo ogni dubbio, a chi per caso ne avesse ancora, che non c’è nessun tesoro da cercare.

Ridiscendo pericolosamente per il sentiero scosceso e via, di corsa a Rennes le Chateau, dove riesco purtroppo solo ad ammirare la Tour Magdala. La Chiesa è chiusa da pochi minuti e il mistero dell’Abbé Saunière inaccessibile. Mi dispiace, ma mi consola il belvedere che toglie il fiato e scalda il cuore.

Mi dirigo ora a Nord dove, sempre via Tolosa, entro nel triangolo magico del Perigord di cui Bordeaux è il vertice.

Stanca ma determinata arrivo, come speravo, nel Golfo di Guascogna per ammirare questo spettacolo unico della Dune du Pilat: una duna di sabbia alta 117 metri che si estende per quasi 5 chilometri anche se, a causa dei venti e delle maree tende a spostarsi con discrezione quasi invisibile. Arrivo in alto fin sulla cresta e sono felice: anche questa volta ho visto l’Oceano.

Mi siedo e, sorridendo fra me e me, mi distendo su questa sabbia dorata a finissima che mi sfiora senza attaccarsi. Mi addormento pensando ad una frase di Proust che mai fu più vera: “… Il vero viaggio di ricerca non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi”.

 

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Commenti



24-03-2009
Anche noi abbiamo fatto un po' di castelli catari quest'inverno. Nel mio sito ci sono i diari di viaggio: kiala.altervista.org

Stefania



04-09-2007
Ciao mi chiamo Davide, anche io e la mia ragazza ci siamo un po? "intrippati" con i Catari, Carcassonne, Rennes le Chateau e chi più ne ha più ne metta, ho letto il tuo viaggio e ne ho ricavato dei buoni spunti per una futura avventura in Linguadoca + Normandia.
Se hai informazioni su alberghi, B&B, luoghi, paesi ecc. da suggerirci siamo tutte orecchie.

Viaggiare Liberi
Perchè è bello
dimenticarci di dove siamo
il sole,
il cielo blu,
il vento che ci parla...

Ciao.

Davide




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